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La terza industria del paese.
24/03/2010
30dic09
Oggi mi è capitato di leggere la critica di un Onorevole alle lotterie dello Stato &C. nell’articolo: La terza industria del Paese.
Così gli ho risposto:
Egr.Onorevole,
dopo cinquant’anni ormai mi sto persuadendo che tutto in Italia stia diventando gioco d’azzardo, dalla Borsa alle nuove estensioni di garanzia degli elettrodomestici, dal blocco delle tariffe ENEL ai titoli di studio, senza parlare delle cause che non si sa mai come finiranno perché ormai mi sono persuaso che in Italia la legge (e non dico giustizia) non esiste veramente e ci sono le prove nel piccolo e nel grande.
Secondo me le lotterie sono ormai necessarie come unico sistema per non aumentare troppo le tasse etc.. In fondo si possono considerare autotassazioni volontarie. Io per esempio, gioco due euro una volta alla settimana.
Non mi rovinerà certo questo ma le tasse indirette, siccome sono senza reddito, si.
Ho saputo che in sessant’anni il “misterioso” debito pubblico si è mangiato il valore del Demanio mentre le tasse indirette hanno raggiunto il tetto massimo possibile ma al pronto soccorso, se uno va a farsi curare un dente spezzato, glielo tirano via come ai tempi del Far West. A mia madre, per farle la cataratta, stavano per crearle delle complicazioni imprevedibili (che non accadono nelle cliniche private o convenzionate) ma era tutto legale.
Gli unici risultati visibili della pressione fiscale e debito pubblico sono gli yacht ormeggiati ormai dappertutto.
Quando ero bambino, qui nella mia città, vedere uno yacht era uno spettacolo raro.
Il problema non sono le lotterie, in un paese dove la moralità significa non andare con i travestiti e basta,
il problema è dove finisce, ed è finito, questo fiume di denaro che ogni anno arriva allo Stato e scompare senza colmare nessun deficit producendo solo la moltiplicazione degli yacht (oltretutto inutili) dei soliti ignoti.
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